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La Storia del Solitario: Dal XVIII Secolo all'Era Digitale

Il sorprendente viaggio del Solitario dai tavoli da gioco europei del XVIII secolo, attraverso l'esilio di Napoleone, fino a Microsoft Windows e ai moderni giochi per dispositivi mobili.

7 min read1 gennaio 2025By Solitaires.gg

Il Solitario è uno dei giochi più giocati della storia dell'umanità. Il suo percorso abbraccia più di due secoli — dai tavoli da gioco europei manoscritti a Microsoft Windows fino allo smartphone che hai in tasca. Lungo la strada è stato un rituale di divinazione, un passatempo da salotto vittoriano, uno strumento per imparare a usare il mouse del computer e una discreta abitudine quotidiana per centinaia di milioni di persone. Questa è la storia sorprendentemente ricca di come un semplice gioco di carte ha conquistato il mondo — e di quanto ciò che “tutti sanno” su di esso sia in realtà leggenda.

Solitario o Pazienza? La storia di due nomi

Prima della storia, una parola sulla parola. La stessa famiglia di giochi di carte per un solo giocatore è conosciuta con due nomi principali, e questa divisione sopravvive ancora oggi. In francese il gioco si chiamava réussite (“successo”) o patience, mentre il termine solitaire — dal latino solitarius, “solo” — era originariamente legato al gioco da tavolo con i pioli che oggi chiamiamo Solitario (gioco dei pioli). Nel corso dell'Ottocento i nordamericani adottarono “Solitario” anche per i giochi di carte, mentre la Gran Bretagna e gran parte dell'Europa mantennero “Pazienza.”

I germanofoni, dal canto loro, chiamavano il passatempo Patience o Geduldspiel — letteralmente un “gioco di pazienza.” Questo nome è un indizio utile: presenta il gioco non come una scommessa, ma come una prova contemplativa di perseveranza, esattamente come lo trattano le prime fonti scritte. Se ti piace risalire all'origine di termini come tableau, fondazione o tallone, il nostro glossario del Solitario raccoglie il vocabolario essenziale in un unico posto.

Origini: l'Europa settentrionale di fine Settecento

I primi riferimenti solidi ai solitari di carte compaiono nell'Europa settentrionale — la regione baltica, la Scandinavia e le terre germaniche — negli ultimi decenni del Settecento. Una delle prime menzioni a stampa proviene da un'antologia di giochi tedesca del 1783, Das neue königliche L'Hombre-Spiel, che includeva una sezione sul disporre le carte in combinazioni solitarie. Nello stesso periodo, i giochi di pazienza affiorano nei circoli aristocratici scandinavi e russi, ragion per cui diverse disposizioni classiche portano ancora nomi come “Solitario russo.”

Molti storici ritengono che il gioco sia nato dalla cartomanzia — la divinazione con le carte. I giocatori disponevano uno schema e leggevano la disposizione come un presagio: se le carte “uscivano,” il desiderio si sarebbe avverato. Con il tempo la cornice divinatoria svanì e il rompicapo stesso prese il sopravvento, ma il linguaggio rituale sopravvisse. Ancora oggi diciamo che una partita “esce” quando è risolta, un'eco diretta di quelle radici divinatorie.

Da lì il passatempo si diffuse rapidamente in Europa all'inizio dell'Ottocento, e la Francia si rivelò un terreno particolarmente fertile per dare nome alle varianti. Molte denominazioni ancora in uso — “La Belle Lucie,” “La Nivernaise,” “Le Cadran” — portano questa eredità francese, un promemoria del fatto che gran parte del vocabolario antico del gioco è continentale più che inglese.

La leggenda di Napoleone — e perché è probabilmente un mito

Nessuna storia sul Solitario viene ripetuta più spesso di quella secondo cui Napoleone Bonaparte avrebbe trascorso il suo esilio sull'isola di Sant'Elena (1815–1821) distribuendo all'infinito solitari per riempire le ore vuote. È un'immagine meravigliosa, e diversi giochi classici portano il suo nome — tra cui “Napoleon at St. Helena” (noto anche come Forty Thieves), “Napoleon's Square” e “Napoleon's Favorite.”

Qui conviene essere prudenti. Le dettagliate memorie dei compagni di Napoleone a Sant'Elena descrivono a lungo le sue giornate — dettature, letture, scacchi, carte con altri — ma contengono poco a sostegno dell'idea che il solitario in solitudine fosse la sua grande consolazione. Gli storici trattano generalmente il collegamento come un'affascinante storia di marketing ottocentesca: dare a un difficile gioco a due mazzi il nome dell'imperatore caduto gli conferiva romanticismo e gravità. La leggenda ha quasi certamente contribuito a rendere popolare il Solitario in tutta Europa, ma i giochi intitolati a Napoleone furono più probabilmente battezzati in suo onore che inventati al suo tavolo. Considera il racconto come folclore, non come un fatto documentato.

La codificazione vittoriana: i primi manuali di regole

Il Solitario divenne un gioco con regole fisse e condivisibili solo in epoca vittoriana, quando un'ondata di manuali in lingua inglese mise finalmente tutto per iscritto. Prima di allora, le disposizioni passavano di bocca in bocca e variavano da una casa all'altra. Tra i titoli di riferimento:

  • 1870: Illustrated Games of Patience di Lady Adelaide Cadogan, ampiamente considerato il primo libro di pazienza in lingua inglese. Fu ristampato per decenni e di fatto stabilì il modello del genere.
  • Anni 1880: Dick's Games of Patience, pubblicato negli Stati Uniti, segno di quanto saldamente il passatempo avesse messo radici in America.
  • Anni 1890: le opere del “Professor Hoffmann” (il prestigiatore Angelo Lewis) e di Mary Whitmore Jones, che catalogò e nominò decine di disposizioni, consolidando un vocabolario comune.

Alla fine del secolo esistevano centinaia di varianti documentate. È anche l'epoca che ci ha dato le numerose varianti del Solitario che ancora giochiamo — gli antenati di FreeCell, Spider, Canfield e il gioco che oggi la maggior parte delle persone chiama semplicemente “Solitario”: il Klondike.

Il nome Klondike e la corsa all'oro

Il Klondike, il gioco a sette colonne diventato il significato predefinito della parola Solitario, prende quasi certamente il nome dalla regione del Klondike, nello Yukon canadese, e dalla corsa all'oro del 1896–1899. Il racconto popolare vuole che i cercatori, bloccati dalla neve durante brutali inverni nordici, giocassero a questo gioco per riempire le lunghe sere buie — e ne riportassero il nome a sud al loro ritorno. Come per Napoleone, il legame preciso è difficile da provare con le fonti primarie, ma la cronologia coincide: il nome del gioco si diffuse a stampa proprio negli anni in cui la corsa all'oro catturava l'immaginario nordamericano. Se vuoi il regolamento completo, la nostra guida alle regole del Klondike Solitario illustra passo dopo passo preparazione, gioco e strategia.

1990: Microsoft Windows cambia tutto

Il momento più trasformativo nella storia del Solitario arrivò il 22 maggio 1990, quando Microsoft distribuì Windows 3.0 con una versione integrata di Klondike. Il gioco fu scritto da Wes Cherry, allora stagista, con le illustrazioni delle carte disegnate da Susan Kare, veterana del Macintosh. Il suo scopo ufficiale era discretamente pratico: insegnare a una generazione di nuovi utenti nervosi l'arte sconosciuta del mouse. Trascinare una carta da una pila all'altra insegnava il clicca-e-trascina; fare doppio clic su una carta per inviarla a una fondazione insegnava il doppio clic — il tutto racchiuso in un gioco a cui le persone volevano davvero giocare.

L'impatto culturale è difficile da sopravvalutare:

  • Introdusse centinaia di milioni di persone sia al gioco sia al mouse.
  • Divenne, per anni, uno dei software più usati del pianeta — e sinonimo di procrastinazione in ufficio, girando silenziosamente dietro i fogli di calcolo nei luoghi di lavoro di tutto il mondo.
  • La sua animazione di vittoria con le carte a cascata divenne uno dei momenti più riconoscibili dell'informatica personale.

Microsoft proseguì integrando FreeCell (pienamente incluso in Windows 95), Spider Solitario (Windows XP e successivi), per poi riunirli nella Microsoft Solitaire Collection (Windows 8, 2012), a cui, secondo l'azienda, giocano ancora decine di milioni di persone ogni mese.

L'era mobile e online

Quando arrivarono gli smartphone, il Solitario fece il salto senza sforzo — la sua interfaccia a tocco e trascinamento era praticamente progettata per gli schermi tattili. Fin dai primi giorni dell'App Store dell'iPhone nel 2008, i titoli di Solitario furono tra i giochi più scaricati, e il modello gratuito finanziato dalla pubblicità produsse presto app con centinaia di milioni di installazioni. Online, il gioco trovò una seconda casa nel browser, dove chiunque poteva giocare all'istante senza alcun download.

Il Solitario moderno, in un certo senso, ha chiuso il cerchio. Mentre gli app store si riempivano di giochi di carte carichi di pubblicità, una nuova ondata di siti basati sul browser è tornata a qualcosa di pulito e veloce. Le Progressive Web App come Solitaires.gg uniscono la comodità di un sito web alle capacità di un'app nativa — installabili, giocabili offline e libere dagli attriti degli store. Oltre al gioco stesso, i giocatori esplorano sempre più il suo fascino profondo, dalla matematica dietro le statistiche e percentuali di vittoria del Solitario ai benefici cognitivi del gioco come allenamento mentale quotidiano a basso rischio.

La cronologia del Solitario a colpo d'occhio

AnnoTappa
c. 1780Solitari di carte documentati nell'Europa settentrionale; prima menzione a stampa nel 1783.
Inizio OttocentoIl gioco si diffonde in Europa; si affermano i nomi delle varianti francesi.
1815–1821L'esilio di Napoleone a Sant'Elena genera la leggenda duratura (e probabilmente mitica).
1870Lady Cadogan pubblica il primo libro di pazienza in lingua inglese.
1896–1899Corsa all'oro del Klondike; il gioco a sette colonne prende probabilmente il nome.
1990Microsoft integra il Solitario in Windows 3.0 per insegnare il mouse.
2008Il Solitario arriva sull'App Store dell'iPhone fin dal primo giorno.
2012Debutta la Microsoft Solitaire Collection, raggiungendo poi decine di milioni di giocatori al mese.

Domande frequenti

Quando è stato inventato il Solitario?

Non esiste un unico inventore né una singola data. I primi riferimenti scritti ai solitari di carte compaiono nell'Europa settentrionale alla fine del Settecento, con un'antologia tedesca del 1783 tra le prime menzioni a stampa. Il gioco esisteva chiaramente come tradizione orale già prima.

Napoleone giocava davvero a Solitario in esilio?

Probabilmente non nella misura che la leggenda pretende. Diversi giochi portano il suo nome, e la storia è affascinante, ma i resoconti contemporanei del suo esilio a Sant'Elena offrono poche prove concrete. Gli storici considerano generalmente il legame con Napoleone come folclore piuttosto che come un fatto documentato.

Perché si chiama Klondike?

La spiegazione più accettata collega il nome alla corsa all'oro del Klondike del 1896–1899, nello Yukon canadese, dove si dice che i cercatori giocassero a questo gioco durante i lunghi inverni. Il nome si diffuse a stampa proprio in quegli anni.

Qual è la differenza tra Solitario e Pazienza?

Si riferiscono alla stessa famiglia di giochi di carte per un solo giocatore. “Solitario” è il termine comune in Nord America, mentre “Pazienza” è standard nel Regno Unito e in gran parte dell'Europa. Il Klondike è la variante più conosciuta con entrambi i nomi.

Perché Microsoft ha incluso il Solitario in Windows?

Il Solitario incluso in Windows (1990) fu progettato in parte come un tutorial amichevole per il mouse: trascinare e fare doppio clic sulle carte insegnava ai nuovi utenti i gesti fondamentali di un'interfaccia grafica mentre si divertivano con un gioco familiare.

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